Rientrate le salme degli italiani uccisi a Nizza. Scoppia la rabbia: la strage si poteva evitare

Rientrate in Italia le salme di quattro delle sei vittime italiane della strage a Nizza. Si tratta dei corpi di Angelo D’Agostino (71) e Gianna Muset (68), di Voghera (Pavia), e dei loro amici Mario Casati (90) e Maria Grazia Ascoli (77)

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha incontrato, a Malpensa, i familiari delle vittime ed è stato insieme a loro in attesa dei feretri. Le salme hanno ricevuto la benedizione del Cappellano di Malpensa, Don Ruggero Camaioni, dopo essere state accompagnate sulla pista dello scalo internazionale milanese da quattro carri funebri, appena arrivate con il volo militare direttamente da Nizza. Religioso silenzio sulla pista dell’aeroporto, davanti ai feretri avvolti nel tricolore. Dopo aver dato conforto ai parenti delle vittime, il Presidente della Repubblica ha lasciato lo scalo internazionale. Commovente ed intenso l’abbraccio dei familiari ai feretri dei loro cari.

C’è un’inquietante verità che emerge dalle indagini sulla strage del 14 luglio. Secondo il quotidiano Libération, il governo di Parigi ha mentito: c’era solamente un’auto della polizia a sbarrare l’ingresso della zona pedonale della Promenade des Anglais, dove è arrivato il camion utilizzato per l’attentato. Libération, cita una fonte di polizia che ha potuto visionare le immagini della videosorveglianza e ha constatato che era presente una sola vettura della polizia, quella degli agenti della municipale che si trovava al centro della carreggiata, lato mare, nella zona dove la strada era diventata isola pedonale nella serata di festa in cui il camion è poi piombato sulla folla. In quel momento, comunque, nessun agente della polizia era presente sempre secondo Libération, il giornale cita un testimone oculare. Non c’era dunque alcuna vettura della polizia nazionale in grado di bloccare la carreggiata, come hanno dichiarato gli inquirenti.

Parenti

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