Colpo di scena nelle indagini sulla strage di Monaco: arrestato…

Monaco: la polizia ha fermato un giovane che potrebbe aver aiutato Ali Sonboly a pubblicare il post-invito su Facebook, quello che ha preceduto la strage…

È stato fermato anche un complice. Potrebbe aver avuto un ruolo nell’organizzazione della strage il sedicenne arrestato dalla polizia tedesca e amico del killer che il 22 luglio ha fatto nove morti e trentacinque feriti (una decina in gravi condizioni) a Monaco di Baviera. Secondo gli inquirenti, è sospettato di essere stato a conoscenza della strage e di aver aiutato l’attentatore a diffondere la falsa notizia che nel McDonald’s distribuissero cibo gratis, senza informare le autorità. Il giovane si era presentato alla polizia subito dopo la sparatoria ed era stato interrogato sui suoi rapporti con l’assalitore, ma dalle indagini sono emerse contraddizioni nelle sue dichiarazioni. Da lì è arrivata la svolta.

Dietro la strage “non c’è nessuna motivazione politica o spinta dall’estero”, ha inoltre dichiarato la polizia. Le autorità confermano che nel pc del killer è stata trovata una copia del manifesto diffuso da Breivik prima della strage di Utoya e Oslo costata la vita a 77 persone. Non solo: lo stesso killer ha un “manifesto”, un testamento e ha usato la stessa pistola utilizzata da Breivik, una Glock 17 calibro 9. Se la sarebbe procurata nel deep web. La pistola, hanno spiegato gli investigatori, era un’arma “ricondizionata” nel 2014 e arrivava dalla Slovacchia. Sulla scena del delitto la Scientifica ha trovato 58 bossoli esplosi: tutti tranne uno provengono dall’arma dell’assassino. Di chi sarà il misterioso colpo rimanente?

Nel pc del ragazzo sono state trovate anche immagini di una sua recente visita a Winnenden, nei pressi di Stoccarda, dove nel 2009 uno studente diciassettenne uccise 15 persone in una scuola. Sonboly, come l’autore della strage di Winnenden, aveva subito episodi di bullismo negli orari scolastici e aveva dei problemi di sociopatia, probabilmente derivanti da questo genere di traumi.

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Photo Credits: Twitter

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