Un libro sul comodino di Paolo Pierobon

Questa settimana la rubrica di Velvet News “Un libro sul comodino di…” ospita l’attore Paolo Pierobon, celebre  artista italiano, star della nuova stagione di Squadra Antimafia 8. Sul suo comodino c’è “Io sono vivo, voi siete morti”, di Emmanuel Carrère. Pierobon ci racconta come mai consiglia così tanto questo libro.

Abbiamo incontrato Paolo Pierobon ad un cocktail party di presentazione dell’ultima stagione di Squadra Antimafia. Paolo ha scoperto di amare la recitazione molto presto: nel 1992, dopo aver concluso gli anni di studi al liceo scientifico, si è lanciato nel teatro, diplomandosi alla Civica scuola d’arte drammatica Paolo Grassi. Dopo gli studi non si arrende, lavora giorno e notte in teatro e, nel 2004, riesce a ottenere il premo dell’Associazione Nazionale Critici Italiani: viene definito “miglior attore emergente” e prende parte allo spettacolo teatrale di Dario Fo, Morte accidentale di un anarchico e a quello di Samuel Beckett, Finale di partita.

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Importante il suo contributo al film Pompeo nel 1998: la sua prima pellicola (mediometraggio) al cinema; ma la vera notorietà arriva con Squadra Antimafia, dove interpreta l’indecifrabile Filippo De Silva. Ha fatto, inoltre, numerose altre apparizioni in televisione: è stato presente in Distretto di Polizia 9, R.I.S – Delitti imperfetti, Il mammo, Benedetti dal Signore, Donne sbagliate e altri ancora. Quando gli abbiamo rivolto la fatidica domanda “Quale libro hai in questo momento sul comodino?”, ci ha risposto così: “Sto leggendo Io sono vivo, voi siete morti.

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«Da adolescente» scrive Emmanuel Carrère: «sono stato un lettore appassionato di Dick e, a differenza della maggior parte delle passioni adolescenziali, questa non si è mai affievolita. Ho riletto a intervalli regolari Ubik, Le tre stimmate di Palmer Eldritch, Un oscuro scrutare, Noi marziani, La svastica sul sole. Consideravo – e considero tuttora – il loro autore una specie di Dostoevskij della nostra epoca». A trentacinque anni, spinto da questa inesausta passione, Carrère decise di raccontare la vita, vissuta e sognata, di Philip K. Dick. Il risultato fu questo libro, in cui, con un’attenzione chirurgica per il dettaglio e una lucidità mai ottenebrata dalla devozione, Carrère ripercorre le tappe di un’esistenza che è stata un’ininterrotta, sfrenata, deragliante indagine sulla realtà, condotta sotto l’influsso di esperienze trascendentali, abuso di farmaci e di droghe, deliri paranoici, ricoveri in ospedali psichiatrici, crisi mistiche e seduzioni compulsive. Paolo ci ha consigliato la lettura di questo libro perché: “È davvero incredibile, fantastico. La vita di questo straordinario scrittore americano vi farà venir voglia di rileggerlo ancora e ancora”.

Photo Credits: Facebook

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