Spari alla marcia anti-Trump a Portland: colpito un uomo

Proseguono le proteste contro l’elezione di Donald Trump a nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America. Una persona è rimasta ferita da un colpo di pistola esploso durante una manifestazione a Portland. Oltre 200 gli arresti complessivi per le marce anti-Trump.

Un uomo è rimasto ferito da un colpo di pistola esploso durante una manifestazione anti-Trump a Portland, nell’Oregon. Lo ha riferito la polizia americana su Twitter. Le forze dell’ordine hanno sollecitato i cittadini a “lasciare immediatamente la zona” e invitato gli eventuali testimoni a farsi avanti. Gli agenti hanno inoltre diffuso una descrizione del possibile attentatore come un “maschio afro-americano, tardo adolescente, vestito con una felpa nera con cappuccio e blue jeans”.

Il colpo di pistola – riferiscono i media americani – sarebbe stato esploso mentre i partecipanti alla protesta contro l’elezione di Donald Trump a nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America (LEGGI ANCHE: ELEZIONI USA 2016: IL NUOVO PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI È TRUMP) attraversavano il ponte Morrison. Secondo un testimone, il ferito sarebbe stato colpito a una gamba, ma la polizia non ha confermato questa notizia.

Le proteste anti-Trump (lo slogan è “Not My President”) sono in corso da ormai 3 giorni in varie città americane, da Miami a Filadelfia, da Columbus a New York, nei pressi della Trump Tower del tycoon (LEGGI ANCHE: TRENTA ARRESTI, PROTESTA AMERICANA CONTRO TRUMP). In alcuni casi i manifestanti hanno bloccato temporaneamente alcune strade ma, fino all’episodio di Portland, non erano stati registrati particolari incidenti. Il numero complessivo di arresti è salito fino a 200. Il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump, prima dell’episodio avvenuto a Portland, aveva commentato le proteste attraverso il suo profilo Twitter: “Amo il fatto che piccoli gruppi di manifestanti la scorsa notte abbiano mostrato passione per il nostro grande Paese. Ci uniremo tutti e ne saremo orgogliosi”.

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Photo Credits: Twitter

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