Turchia: lo stupro non è reato (se seguito dal matrimonio)

Martedì 22 novembre la Turchia avrebbe votato una proposta di legge che legittimava, a conti fatti, lo stupro attraverso il matrimonio con la vittima.

Negli ultimi dieci anni la violenza di genere è aumentata in modo incredibile in Turchia: si parla di circa il 40%; di pari passo i femminicidi (1.400 tra il 2003 e il 2010). Le donne continuano a denunciare questo abominio, ma con scarsi risultati in un paese che non gli garantisce la parità di genere. La situazione sta pian piano degenarando…

Un esempio? Giovedì scorso, 17 novembre, il governo turco aveva presentato una proposta di legge che depenalizzava lo stupro delle minorenni nel caso in cui lo stupratore avesse sposato la ragazza. Lo stupro non sarebbe stato più reato se l’uomo non aveva usato la forza o minacce e se fosse convolato a nozze con la vittima. Insomma, date le due condizioni, sarebbe stato di fatto legale. La legge era stata voluta dal partito AKP (giustizia e sviluppo) del presidente Erdogan secondo cui l’obiettivo non era depenalizzare lo stupro ma “riabilitare” coloro (3-4mila uomini) che hanno avuto rapporti sessuali al di fuori del matrimonio, ed evitare che le ragazze che hanno rapporti prima dei diciotto anni possano essere isolate dal resto della società e, di conseguenza, essere prese di mira.

Per fortuna, oggi, 22 novembre è arrivato l’annuncio del ritiro della legge. Il governo turco la ritirirà: non ci sarà più cancellazione di pena per gli stupratori che hanno commesso abusi su minori, nel caso abbiano sposato la vittima. La legge era passata in prima lettura in Parlamento giovedì e oggi ci doveva essere una seconda votazione, che, secondo quanto riportato da numerose agenzie, non ci sarà. La decisione è stata presa dopo che lo stesso presidente Recep Tayyip Erdogan, aveva auspicato che la legge fosse approvata “con il più ampio consenso possibile”.

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Photo Credits: Facebook

 

 

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