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Elezioni politiche, intesa per la data: ecco quando si va a votare

Redazione Velvet News 13/12/2017
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Scioglimento delle Camere tra Natale e Capodanno, dopo il varo della legge di Bilancio e la conferenza stampa di fine anno di Paolo Gentiloni. E urne aperte per le elezioni politiche il 4 marzo 2018. Sarebbe questo l’accordo raggiunto tra le forze politiche.

L’intesa sulla data, secondo Repubblica e Corriere della Sera, è stata raggiunta negli ultimi giorni e risponde sia alle richieste dei partiti sia ai desiderata del capo dello Stato Sergio Mattarella, secondo quanto riportano tutti i principali quotidiani di oggi.Il Colle ritiene che questo Parlamento, una volta approvata la manovra (il secondo via libera del Senato è atteso entro il 23 dicembre), non sia in grado di fare altro. E che non ci sia quindi motivo per tenerlo ancora in vita. Gentiloni poi ha tutto l’interesse all’anticipo per ridurre il rischio incidenti prima della fine della legislatura.

Tanto più che lo scenario ritenuto più probabile è quello di una sua permanenza a Palazzo Chigi anche dopo le elezioni, in regime di prorogatio, in caso di difficoltà a formare un nuovo esecutivo.Gli uffici della Presidenza della Repubblica hanno già verificato che ci sono precedenti che lo consentono: il governo potrà mantenere la pienezza dei suoi poteri per il disbrigo degli affari correnti, con una interruzione solo “tecnica”.

Davanti alle nuove Camere presenterà, inevitabilmente, dimissioni formali: un segno di rispetto nei confronti del nuovo Parlamento, ben diverso però da dimissioni motivate da una sfiducia. Le forze politiche, dal canto loro, hanno accettato di buon grado la data del 4 marzo – l’alternativa era il 18 – perché l’impedimento della raccolta di firme per depositare simbolo e candidati è già stato spazzato via con un emendamento alla manovra che dimezza ulteriormente il numero di sottoscrizioni da mettere insieme nei collegi. Quanto alla necessità per i sindaci di Comuni oltre i 20 mila abitanti di dimettersi 180 giorni prima della scadenza naturale della legislatura per potersi candidare a Camera o Senato, l’ostacolo è facilmente superabile con un decreto analogo a quello varato nel 2012.

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Photo credits: Twitter, Facebook

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