Il sindaco di Mantova e i porno sms. Chiesta archiviazione. “Messaggini alterati dalla presunta vittima”

La Procura ha chiesto l’archiviazione dell’indagine sul sindaco di Mantova Mattia Palazzi per tentata concussione continuata. La vicepresidente di un’associazione culturale, presunta vittima di messaggi erotici e richieste di favori sessuali da parte di Palazzi, ha ammesso davanti ai pm di aver cambiato i testi degli sms “prova” delle accuse. 

La vicepresidente dell’Associazione Mantua me genuit E. N. ha manomesso i messaggi della chat erotica tra lei e il sindaco di Mantova Mattia Palazzi, 39 anni (nella foto in alto), indagato nei giorni scorsi per per tentata concussione continuata. Lo scrive il sito web del Fatto Quotidiano. La procura ha comunicato nelle scorse ore la richiesta di archiviazione per l’inchiesta a carico del primo cittadino che era stato accusato di aver chiesto a E. N. favori sessuali per non intralciare la sua attività.

CHAT EROTICA MANOMESSA

La svolta è arrivata dopo che giovedì 21 dicembre la donna, 39 anni, davanti ai pm, ha ammesso di aver alterato i messaggi della chat erotica tra lei e il sindaco, che erano di carattere strettamente personale, aggiungendo parti di frasi riferite al ruolo istituzionale del primo cittadino e, quindi, di aver inviato quelle conversazioni a terze persone ignare delle manomissioni.

LA DONNA È ORA INDAGATA

Per questo E. N. adesso è indagata per il reato di false informazioni al pm, rese nel suo primo interrogatorio. Palazzi resta, tuttavia, indagato per abuso d’ufficio per i contributi erogati dal Comune a varie associazioni. “Il procuratore della Repubblica di Mantova, dottoressa Manuela Fasolato – si legge nella nota della procura – comunica, per una corretta informazione agli organi di stampa, che in relazione all’ipotesi di reato di cui agli articoli 56, 81 e 317 del codice penale in Mantova dal novembre 2016 al novembre 2017 nei confronti del sindaco di Mantova, quest’Ufficio, all’esito della attività istruttoria espletata, ha avanzato in data 21 dicembre 2017 richiesta di archiviazione”.

LO SFOGO DI PALAZZI

Dal canto suo Mattia Palazzieletto sindaco tra le file del Pd, aveva sempre smentito tutto: “Non ho mai chiesto favori a nessuno abusando del mio ruolo di sindaco – aveva detto Palazzi appena saputo dell’inchiesta – conosco quella signora ma non vi è mai stato nulla di privato con lei”. Il 26 novembre scorso aveva affidato a un comunicato stampa il suo stato d’animo: “La mia vita privata è stata devastata. È un inaccettabile gioco al massacro, che non auguro a nessuno di vivere”.

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Photo credits: Twitter, Facebook / Mattia Palazzi

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