A Torino il primo Daspo urbano. Ecco di cosa si tratta

Primo Daspo urbano a Torino. Il questore Francesco Messina ha emesso il provvedimento di divieto di accesso, per sei mesi, alla stazione ferroviaria di Porta Nuova nei confronti di un italiano di 44 anni.

L’uomo era stato sorpreso nei giorni scorsi a chiedere denaro ai viaggiatori con atteggiamento molesto e scontroso. In sostanza, secondo quanto verificato dalle forze dell’ordine, il 44enne importunava le persone nell’atrio arrivi-partenze della stazione di Torino Porta Nuova, insultandoli e ostacolandoli nell’utilizzo delle biglietterie automatiche.

“SICUREZZA IN PERICOLO”

All’uomo la polizia ferroviaria ha anche ordinato l’allontanamento, per 48 ore, dal luogo in cui erano stati commessi i fatti illeciti. Il questore Messina, nel disporre il Daspo Urbano, ha ritenuto che le reiterate condotte dell’uomo e i suoi precedenti costituiscano “indubbio pericolo e minaccia per la sicurezza pubblica” e siano idonei a “favorire l’insorgere di fenomeni criminosi o di illegalità”.

COME FUNZIONA IL DASPO

Il Daspo urbano è stato introdotto da poche settimane nella legislazione italiana per volontà del ministro dell’Interno, Marco Minniti. Colpisce chi viene trovato in stato di ubriachezza, compie atti contrari alla pubblica decenza, esercita il commercio abusivo, l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine abusivo. L’articolo 9 del decreto prevede una sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 300 euro e un ordine di allontanamento dal luogo della condotta illecita nei confronti di chiunque, in violazione dei divieti di stazionamento o di occupazione di spazi, limita la libera accessibilità e fruizione di infrastrutture fisse e mobili delle ferrovie, ma anche aeroportuali marittime, nonché di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano, e delle relative pertinenze. La competenza all’adozione dei provvedimenti è del sindaco del comune interessato e i proventi delle sanzioni sono destinate ad interventi di recupero del degrado urbano.

Photo credits: Twitter, Facebook

 

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