Brasile, Bolsonaro eletto presidente. Esulta Salvini: “Ora Battisti sia estradato”

Jair Bolsonaro, candidato populista di estrema destra, è il nuovo presidente del Brasile. Esulta Matteo Salvini che su Twitter annuncia che chiederà l’estradizione del vecchio terrorista rosso Cesare Battisti (la foto in primo piano è tratta dall’account Twitter di Matteo Salvini). Bolsonaro risulta vincitore con il 55,7% dei suffragi, contro il 44,30% ottenuto da Fernando Haddad, candidato della sinistra. I dati sono aggiornati all’88,45% dei voti scrutinati nel ballottaggio delle presidenziali. “Cambieremo il destino del Brasile. Vi offriremo un governo degno che lavorerà per tutti i brasiliani” ha detto a caldo Bolsonaro, nel suo primo discorso da Capo di Stato.

IL PRIMO DISCORSO? VIDEO SU FACEBOOK

Il primo messaggio dopo la vittoria Bolsonaro lo ha affidato a Facebook, come ha spesso fatto anche durante la campagna elettorale. Un breve video, trasmesso sui social dal suo appartamento di Barra de Tijuca, quartiere residenziale dell’ovest di Rio de Janeiro. “Sono molto grato a tutti voi, per la vostra considerazione, le vostre preghiere e la vostra fiducia”, ha detto l’ex militare. Il Brasile, ha sottolineato, “non poteva continuare a flirtare con il socialismo, il comunismo, il populismo e l’estremismo della sinistra” e ora “la verità comincerà a regnare in ogni casa del paese, cominciando dal suo punto più alto, che è la presidenza della Repubblica”, perché “il Brasile ha tutto quello che serve per essere una grande nazione”.

IL MESSAGGIO SU TWITTER DI SALVINI

La quarta democrazia più grande del mondo sarà governata da un ex ufficiale dei paracadutisti denunciato da molti come una “minaccia fascista”. La vittoria di Bolsonaro è stata immediatamente salutata in Italia dal leader della Lega Matteo Salvini: “Anche in Brasile – ha twittato – i cittadini hanno mandato a casa la sinistra! Buon lavoro al presidente Bolsonaro, l’amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi sarà ancora più forte”. Ed ha aggiunto: “Dopo anni di chiacchiere, chiederò che ci rimandino in Italia il terrorista rosso Battisti“.

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FINE DI UN’EPOCA PER LA SINISTRA

Intanto in Brasile, da Rio de Janeiro a San Paolo, sono scesi in piazza migliaia di simpatizzanti. Malgrado la rimonta registrata negli ultimi giorni da Haddad – l’erede politico scelto da Lula da Silva come candidato del Partito dei Lavoratori (Pt) – i risultati del ballottaggio hanno confermato le previsioni dei sondaggi, che davano Bolsonaro come favorito anche prima del primo turno delle presidenziali, lo scorso 7 ottobre. La vittoria di Bolsonaro rappresenta una frattura storica per il Brasile, dopo una fase di quattro governi consecutivi del Pt, chiusasi nell’agosto del 2016 con l’impeachment di Dilma Rousseff, e il breve intermezzo dell’amministrazione di Michel Temer, che arriva alla fine del suo mandato battendo tutti i record storici di impopolarità.

BOLSONARO NOSTALGICO DELLA DITTATURA

Il risultato del voto in Brasile segna anche una nuova sconfitta per i partiti e i leader protagonisti della cosiddetta “marea rosa” progressista che investì l’America Latina all’inizio del secolo XXI, dopo le vittorie elettorali del centrodestra in Argentina, Cile, Perù e Colombia e le derive autoritarie in Venezuela e Nicaragua. Bolsonaro, un deputato che è passato per otto partiti diversi in quasi due decenni di attività parlamentare e fino a poco fa era considerato un personaggio eccentrico, noto per le sue dichiarazioni polemiche a favore della dittatura militare e la tortura e contro le donne e le minoranze razziali, etniche e sessuali, è diventato in pochi mesi il leader che ha cavalcato il crescente malessere di grandi fasce della società brasiliana.

Photo credits: Twitter

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