Orsa Jj4, Stefani (LAV) a Velvet News: “Ispra diede ok per sterilizzarla ma la Provincia non lo fece”

Intervista a Lav Trentino dopo la cattura dell'orsa Jj4
Intervista a Lav Trentino dopo la cattura dell'orda Jj4 (Foto di Ansa-Lav/Twitter) VelvetNews.it

L’intervista di Velvet News a Simone Stefani, vicepresidente della Leva Anti Vivisezione (LAV), responsabile della sede territoriale di Trento, sulla cattura di Jj4, mamma orsa che il 5 aprile ha aggredito e ucciso il runner Andrea Papi, trovato morto nei boschi.

Come avete vissuto la cattura dell’orsa Jj4?
Con apprensione, perché sappiamo che contro di lei c’è una vera e propria rappresaglia e una voglia di vendetta, soprattutto da parte del presidente Fugatti. Lo dimostra il fatto che Jj4 adesso è al Casteller, sono cadute le problematiche di sicurezza pubblica a cui il governatore faceva riferimento, eppure non capiamo il senso di volerla uccidere. Abbiamo fatto proposte concrete. Oggi abbiamo reso noto che ci sono due rifugi sicuri che potrebbero ospitarla, uno in Baviera e uno in Giordania, e noi trasferiremmo l’animale a nostre spese. Non capiamo perché ci sia questo accanimento contro questa mamma orsa. O è ideologia politica o è per mantenere, forse, le promesse elettorali fatte, perché ad ottobre ci sono le elezioni“;

Il Tar ha rigettato la richiesta della Provincia di anticipare al 20 aprile la decisione dell’abbattimento dell’orsa e l’udienza resta fissata l’11 maggio. In questa data, nella Camera di Consiglio i giudici amministrativi decideranno il destino di Jj4Cosa vi aspettate dal Tar?
La Provincia ha messo in atto un maldestro tentativo, facendo un deposito parziale di alcuni documenti. Noi, essendo la controparte, riceviamo tutto in copia e il Tar è stato chiaro: ha chiesto alla Provincia alcuni documenti di approfondimento e soprattutto ha chiesto all’organi scientifico del Ministero, l’Ispra, una posizione ufficiale sulla nostra proposta di traslocare l’orsa. Attendiamo”;

L’ordine dei veterinari ha chiesto ai suoi iscritti di non praticare l’eutanasia all’orsa…
La notizia è positiva e abbiamo apprezzato molto l’uscita dell’ordine dei medici veterinari del Trentino, che si pone un grave problema etico sulla pratica dell’eutanasia a un animale sano e in sicurezza, che quindi non comporta problematiche di incolumità pubblica. I veterinari non vogliono violare il loro codice deontologico, quindi l’ordine ha chiesto ai suoi iscritti di non prendere iniziative in questo senso”;

Cosa farete in attesa della sentenza del Tar?
Abbiamo chiesto alla Provincia di sedersi a un tavolo con noi e con il Ministero dell’Ambiente per parlare della traslocazione non solo di Jj4, ma anche di altri due orsi che il presidente intende prendere a fucilare, Mj5 e M62. Sarà anche l’occasione per mettere nero su bianco alcune questioni sulle lacune del progetto di ripopolamento, ossia la prevenzione, il monitoraggio e l’informazione dei cittadini”;

Cosa, secondo voi, non è stato fatto?
“Siccome siamo destinatari di tutte le comunicazioni dei documenti del ricorso al Tar, abbiamo scoperto che dopo l’incontro ravvicinato che Jj4 ha avuto nel 2021 sul monte Peller, la Provincia stessa, paradossalmente, aveva chiesto all’Ispra un parere sulla sterilizzazione di Jj4, perché sappiamo bene che è un animale elusivo, tranne quando ha i cuccioli. L’Ispra aveva risposto positivamente sul fatto che la sterilizzazione potesse essere una soluzione. Ma la Provincia ha fatto cadere nel vuoto questa possibilità. È una grave responsabilità che si somma a tutte le mancanze in altri ambiti come quello dell’informazione ai cittadini”;

L'intervista al vicepresidente Lav Trentino sulla cattura dell'orsa Jj4
L’intervista al vicepresidente Lav Trentino dopo la cattura di mamma orsa Jj4 (Foto di Ansa Foto/Il Trentino) Velvetnews.it

Cioè?
Intendo dire che non basta mettere due cartelli in cui si avvisa della presenza dell’orsa. Il progetto prevedeva un piano di comunicazione per raggiungere tutti i target dell’ambiente boschivo, quindi i giovani, gli anziani, chi lavora in montagna, per sensibilizzarli alla presenza di questi animali e far conoscere i loro comportamenti. E soprattutto per insegnare i comportamenti corretti in caso di incontri ravvicinati”;

Quali sono i comportamenti corretti da adottare?
So che è difficile, ma non bisogna scappare all’improvviso perché l’orsa corre fino a 50 all’ora. Non vanno presi bastoni per cercare di difendersi, perché diminuirebbero le possibilità di uscire senza criticità e pericoli per la salute dall’incontro ravvicinato. Queste cose i trentini non le conoscono, perché fin dall’inizio del progetto non si è andati nelle scuole e non ci si è chiesti com raggiungere i target. Pensando all’ultimo tragico evento del povero Andrea Papi – alla sua famiglia va tutta la nostra vicinanza – il target dei runner può essere raggiunto attraverso le società sportive. Questa cosa è mancata, come sono mancate la parte di valutazione del rischio e le scelte progettuali in base alle analisi fatte”;

Non è la prima volta che si presenta questo problema in Italia. L’orso M49, Papillon, scappò due volte qualche anno fa. Come fare per proteggere sia gli esseri umani sia gli animali?
Le associazioni possono contribuire con le idee, ma l’amministrazione deve investire anche in risorse economiche e umane. L’orso non va solo sfruttato dal punto di vista del marketing, quando c’è da comunicare la naturalità dell’ambiente trentino. Si deve investire anche per la convivenza pacifica. M49 è un orso che si avvicinava molto alle attività umane e antropiche. Ebbene: il progetto di ripopolamento è cominciato almeno 25 anni fa. Molti Comuni di montagna trentini sono scoperti dal punto di vista della gestione corretta dei rifiuti umidi, che sono una forte attrattiva per gli animali selvatici e in particolare per gli orsi. Com’è possibile che non abbiamo ancora investito, tra l’altro diluendo i fondi negli anni, per arrivare a 25 anni dall’inizio del progetto con dei cassonetti anti-orso nei Comuni di montagna? Siamo a questi livelli perché non c’è la volontà politica, non solo di questa amministrazione, ma anche delle precedenti, di investire nella convivenza. Si aspettano le criticità per poi dire al Ministero dell’Ambiente che non è possibile convivere pacificamente con gli orsi. Questo è grave ed è quella responsabilità politica verso cui, ci sembra di capire, la famiglia stessa di Andrea Papi ha puntato il dito. E sono le responsabilità che secondo noi vanno appurate nel tragico evento che ha visto vittima questo giovane”.