Lollobrigida: “A rischio l’etnia italiana. Dobbiamo tutelarla”

Il ministro dell’economia durante gli stati generali della natalità: “Esiste una cultura, un’etnia italiana, che abbiamo il dovere di tutelare”

L’ultima volta che il ministro Lollobrigida parlò di natalità, scoppiò una vera e propria bufera intorno alle sue parole. “Non possiamo arrenderci all’idea della sostituzione etnica – dichiarò – gli italiani fanno meno figli, quindi li sostituiamo con qualcun altro”. Piuttosto, aggiunse, è necessario “costruire un welfare che permetta di lavorare e di avere una famiglia, sostenendo le giovani coppie a trovare l’occupazione”. Parole pronunciate dal palco della Cisal.

Ieri, partecipando agli Stati Generali della natalità, è tornato sull’argomento, allontanando le polemiche, ma ribadendo un concetto molto chiaro: “Credo che sia evidente a tutti che non esiste una razza italiana. È un falso problema immaginare un concetto di questa natura. Esiste però una cultura, un’etnia italiana, quella che la Treccani definisce raggruppamento linguistico culturale, che immagino che in questo convegno si tenda a tutelare. Perché sennò non avrebbe senso”, ha ribadito in un colloquio al quale era presente anche l segretario del Partito Democratico Elly Schlein.

“La popolazione del mondo cresce e tanti di quelli che nascono nel mondo vorrebbero venire a vivere in Italia. E allora perché preoccuparsi delle nascite in Italia? Se la risposta è incrementare la natalità, è probabilmente per ragioni legate alla difesa di quell’appartenenza, a cui molti sono legati, io in particolare con orgoglio, a quella che è la cultura italiana, al nostro ceppo linguistico, al nostro modo di vivere”, ha continuato Lollobrigida.

La natalità: un obiettivo primario

Lollobrigida agli Stati Generali della natalità – Velvetnews.it

Durante gli stati generali della natalità sono stati dibattuti a lungo i temi legati alle difficoltà per le donne di oggi di conciliare il lavoro con il diventare mamme. Un tema che sta particolarmente a cuore, secondo quanto confermato dal ministro Lollobrigida, a Fratelli d’Italia e a tutta la maggioranza. “Abbiamo confermato tutte le misure: per noi il principio di invertire il crollo demografico è fondamentale. Nel prossimi anni raccoglieremo la sfida, avendo governi stabili in grado di programmare, ma i soldi non sono infiniti, serve individuare le priorità. Dov’è l’impegno sulla natalità tra gli impegni delle forze politiche? Per noi di FdI è un tema che sta al primo posto e non da oggi, sperando che sia lo stesso per tutti gli altri partiti, sennò saremmo alle lettere di Babbo Natale. Sono convinto che la crescita demografica corrisponde alla crescita economica”, ha affermato ancora il ministro.

I dati sulla natalità in Italia sono devastanti. Nell’ultimo anno sono nati meno di 400mila bambini e alla lunga. Un trend che nei prossimi 45-50 anni, potrebbe portare le nascite ad un numero di due volte e mezzo in meno rispetto ai morti. In questo caso, secondo le stime fatte oggi, la popolazione diminuirà di 11 milioni di persone: un calo così drastico che anche un maggiore apporto migratorio non basterebbe ad invertire la tendenza. Il governo, promette il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, punterà allora sulla leva fiscale: “non è determinante per la natalità” ma “è sicuramente importante. Dobbiamo ragionare sul concetto di reddito di famiglia – spiega -. Non si tratta di fare una politica di incentivo ma togliere i disincentivi alla natalità”.

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