Skip to content
Velvet News

Velvet News

Tutto su attualità, cronaca, politica, cultura e hi-tech!

  • Cultura e Spettacolo
  • Cronaca
  • Politica
  • Mondo
  • Interviste
  • Home
  • 2026
  • Settembre
  • 10
  • Maltese Yorgen Fenech assolto: il mistero dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia rimane irrisolto
  • Cronaca

Maltese Yorgen Fenech assolto: il mistero dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia rimane irrisolto

Il magnate Yorgen Fenech è stato assolto dall'accusa di complicità nell'omicidio di Daphne Caruana Galizia. La sentenza riaccende interrogativi sulla giustizia maltese.
Redazione Velvet 10/09/2026
Maltese Yorgen Fenech assolto: il mistero dell'omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia rimane irrisolto

Il 2 settembre 2026 resterà una data scolpita nella memoria di chi segue da anni la vicenda dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia: la giornalista investigativa maltese uccisa da una bomba nascosta nella sua automobile nell’ottobre del 2017, a 53 anni, mentre continuava a denunciare reti di corruzione che si estendevano ben oltre i confini di Malta. Quel giorno, una giuria composta da nove membri ha assolto il magnate Yorgen Fenech, 44 anni, dall’accusa di complicità nell’omicidio — con un verdetto di otto voti contro uno su entrambi i capi d’imputazione — dopo otto ore di camera di consiglio. La sentenza ha scatenato un’ondata di indignazione in tutta Europa e ha riaperto, con urgenza rinnovata, la domanda più scomoda: chi ha ordinato la morte di Daphne Caruana Galizia?

Una bomba, una giornalista, un’isola sotto shock

Per capire il peso di questa sentenza bisogna tornare a quel mattino di ottobre del 2017, quando Daphne Caruana Galizia lasciò la sua casa nella campagna maltese di Bidnija e salì sulla sua automobile. Pochi istanti dopo, un’esplosione devastante fece saltare in aria il veicolo. La giornalista morì sul colpo. Aveva 53 anni e una carriera costruita su decenni di inchieste coraggiose: aveva portato alla luce reti di corruzione che coinvolgevano politici, imprenditori e intermediari finanziari, non soltanto a Malta ma in scenari internazionali più ampi.

Caruana Galizia era conosciuta come una delle voci più scomode del giornalismo investigativo europeo. Il suo blog, Running Commentary, era letto da decine di migliaia di persone e aveva contribuito a portare alla luce connessioni opache tra il potere politico maltese e interessi economici privati. Era, in una parola, una giornalista che dava fastidio — e che sapeva benissimo di darlo. La sua morte scosse profondamente non solo Malta, ma l’intera comunità giornalistica europea, che vi lesse un segnale brutale e inequivocabile: chi indaga il potere rischia la vita.

Le indagini che seguirono portarono all’arresto di tre uomini: i fratelli George e Alfred Degiorgio, condannati nel 2022 a 40 anni di carcere per aver materialmente eseguito l’attentato. Ma la domanda sul mandante — chi aveva commissionato il delitto — rimase senza risposta definitiva. Ed è proprio su questo terreno che si è consumata la lunga vicenda processuale che ha visto Yorgen Fenech sedere sul banco degli imputati.

Chi è Yorgen Fenech e perché era imputato

Yorgen Fenech è un imprenditore maltese di 44 anni, esponente di una delle famiglie più influenti dell’isola nel settore dell’ospitalità e dell’energia. Il suo nome era emerso nel corso delle indagini come figura centrale nell’accusa di complicità nell’omicidio di Daphne Caruana Galizia. La Procura lo aveva ritenuto coinvolto sia nel reato di omicidio sia in quello di associazione a delinquere. Il processo si era trascinato per anni, alimentando un’attenzione mediatica internazionale raramente riservata a vicende giudiziarie maltesi.

La difesa di Fenech ha sempre sostenuto la sua estraneità ai fatti. Il 2 settembre 2026, dopo otto ore di deliberazione, la giuria lo ha assolto con un margine netto: otto giurati su nove hanno votato per l’assoluzione su entrambi i capi d’imputazione — omicidio e associazione a delinquere. Un risultato che ha lasciato di stucco molti osservatori, convinti che le prove a carico fossero solide, e che ha immediatamente scatenato reazioni durissime da parte della famiglia della vittima, delle organizzazioni per la libertà di stampa e di numerosi governi europei.

La Procura maltese ha già annunciato la propria intenzione di presentare appello contro il verdetto, aprendo un nuovo capitolo di una vicenda giudiziaria che sembra non volersi concludere. L’appello rappresenta, almeno sulla carta, l’ultima possibilità di ottenere una risposta giudiziaria alla domanda su chi abbia organizzato e finanziato l’assassinio della giornalista.

La reazione internazionale: indignazione e appelli alla giustizia

La notizia dell’assoluzione di Fenech ha fatto il giro del mondo in poche ore. Le organizzazioni che si occupano di libertà di stampa e protezione dei giornalisti hanno reagito con toni di aperta condanna. La Media Freedom Rapid Response (MFRR), la piattaforma europea che monitora gli attacchi alla libertà di stampa, ha definito il verdetto un «grave passo indietro» per la giustizia maltese e per la tutela dei giornalisti investigativi in Europa. In un comunicato ufficiale, l’organizzazione ha espresso sgomento per l’esito del processo e ha esortato le autorità maltesi a non abbandonare la ricerca della verità.

Anche le grandi testate internazionali — dalla BBC alla Deutsche Welle, da NPR alle agenzie di stampa europee — hanno dedicato ampio spazio alla sentenza, sottolineando come l’assoluzione di Fenech lasci aperta una ferita profonda nel sistema giudiziario maltese e nel panorama della libertà di stampa continentale. Il caso Caruana Galizia, ricordano i commentatori, non è soltanto una vicenda maltese: è diventato nel corso degli anni un simbolo della vulnerabilità dei giornalisti investigativi di fronte a poteri economici e politici che preferiscono l’ombra alla luce.

La famiglia della giornalista ha reagito con dolore e rabbia, ribadendo che la lotta per la verità non si fermerà con questa sentenza. I figli di Daphne Caruana Galizia sono stati tra i più attivi nel tenere viva l’attenzione pubblica sul caso, anche attraverso iniziative legali e campagne internazionali. Il verdetto del 2 settembre non ha spento questa determinazione — semmai l’ha alimentata.

Il dossier Caruana Galizia: corruzione, Panama Papers e giornalismo sotto pressione

Per comprendere perché il caso dell’omicidio di Daphne Caruana Galizia continui a catalizzare l’attenzione europea, è necessario ripercorrere il lavoro che aveva reso la giornalista tanto scomoda. Caruana Galizia non si limitava a riportare notizie: costruiva inchieste complesse, documentava connessioni tra potere politico e interessi economici privati, seguiva il denaro attraverso strutture opache e paradisi fiscali.

👉 Leggi anche: Ismael 'El Mayo' Zambada condannato all'ergastolo: fine di un'era per il cartello di Sinaloa

Il suo contributo al consorzio internazionale che portò alla pubblicazione dei Panama Papers — la colossale fuga di documenti che nel 2016 svelò al mondo come ricchi e potenti di ogni latitudine utilizzassero società offshore per nascondere patrimoni — fu tra i più significativi nel contesto maltese. Le sue rivelazioni puntarono il dito contro figure di primo piano della politica e dell’economia dell’isola, generando scandali, dimissioni e, inevitabilmente, nemici potenti.

Il giornalismo investigativo, specialmente quando si occupa di corruzione e criminalità organizzata, espone chi lo pratica a rischi concreti. Il caso di Caruana Galizia è diventato un punto di riferimento nelle discussioni europee sulla protezione dei giornalisti: ha contribuito a spingere il dibattito verso misure legislative più stringenti, come la direttiva europea contro le cosiddette SLAPP — le azioni legali strategiche usate per intimidire e silenziare giornalisti e attivisti attraverso cause pretestuose e costose. Daphne Caruana Galizia, al momento della sua morte, era implicata in oltre quaranta cause legali di questo tipo.

Malta, la giustizia e il peso di un processo irrisolto

Il sistema giudiziario maltese è finito sotto la lente d’ingrandimento europea già da prima di questa sentenza. Negli anni successivi all’omicidio, una commissione d’inchiesta pubblica aveva stabilito che lo Stato maltese portava una responsabilità nella morte della giornalista, avendo creato un clima di impunità che aveva reso possibile il delitto. Una conclusione pesante, che aveva spinto il governo maltese a presentare scuse formali alla famiglia e ad avviare una serie di riforme istituzionali.

L’assoluzione di Fenech riaccende i riflettori su queste fragilità strutturali. Come può un sistema giudiziario garantire giustizia per crimini di questa portata, quando le prove si scontrano con le complessità di un processo lungo anni, con testimoni che ritrattano o che godono di immunità, con dinamiche di potere che possono condizionare anche indirettamente il corso della giustizia? Sono domande che non riguardano soltanto Malta, ma che risuonano in molti contesti europei dove il giornalismo investigativo si trova a fronteggiare resistenze istituzionali.

Il fatto che i fratelli Degiorgio siano stati condannati a 40 anni di carcere nel 2022 dimostra che il sistema giudiziario maltese ha saputo, almeno in parte, rispondere. Ma la condanna degli esecutori materiali non esaurisce la domanda di giustizia: chi ha voluto la morte di Daphne Caruana Galizia? Chi ha finanziato, pianificato, organizzato l’attentato? Finché questa domanda non avrà una risposta certificata da un tribunale, il caso rimarrà aperto — e con esso, la ferita che rappresenta per la democrazia maltese e per la libertà di stampa europea.

Cosa succede ora: l’appello e il futuro del caso

Con l’annuncio dell’appello da parte della Procura, la vicenda giudiziaria legata all’omicidio di Daphne Caruana Galizia entra in una nuova fase. I tempi della giustizia maltese — come quelli di molti sistemi giudiziari europei — non sono rapidi, e un appello potrebbe richiedere mesi, se non anni. Nel frattempo, l’attenzione internazionale sul caso non si affievolirà: le organizzazioni per la libertà di stampa, i colleghi giornalisti e la famiglia della vittima continueranno a tenere alta la pressione.

La MFRR ha già fatto sapere che monitorerà da vicino gli sviluppi del procedimento di appello, esortando le autorità maltesi a garantire che ogni possibile strumento legale venga utilizzato nella ricerca della verità. In Europa, il caso Caruana Galizia continua a essere citato nei dibattiti sulla protezione dei giornalisti, sulla riforma dei sistemi giudiziari e sulla lotta alla corruzione. La dichiarazione ufficiale della MFRR sull’assoluzione di Fenech sintetizza bene il sentimento diffuso: si tratta di un passo indietro, ma non della fine della strada.

Domande frequenti sul caso Caruana Galizia

Chi era Daphne Caruana Galizia?

Daphne Caruana Galizia era una giornalista investigativa maltese, nata nel 1964 e uccisa nell’ottobre del 2017 all’età di 53 anni. Era nota per le sue inchieste sulla corruzione a Malta e all’estero, e per il suo blog Running Commentary, molto seguito nell’isola e oltre.

Chi è stato condannato per il suo omicidio?

I fratelli George e Alfred Degiorgio sono stati condannati nel 2022 a 40 anni di carcere come esecutori materiali dell’attentato. Il processo per la presunta complicità di Yorgen Fenech si è concluso il 2 settembre 2026 con la sua assoluzione, ma la Procura ha annunciato ricorso in appello.

Cosa ha stabilito il verdetto del 2 settembre 2026?

La giuria ha assolto Yorgen Fenech con un margine di otto voti su nove su entrambi i capi d’imputazione — complicità nell’omicidio e associazione a delinquere — dopo otto ore di deliberazione.

Il caso è definitivamente chiuso?

No. La Procura maltese ha annunciato la propria intenzione di presentare appello contro il verdetto di assoluzione. Il procedimento giudiziario è quindi destinato a proseguire.

Nove anni dopo l’esplosione che spezzò la vita di Daphne Caruana Galizia su una strada di campagna maltese, la verità giudiziaria sull’omicidio rimane incompiuta. Il verdetto del 2 settembre 2026 non chiude una storia: la rimette in movimento, con nuove domande, nuove tensioni e la stessa, ostinata richiesta di giustizia che la famiglia della giornalista porta avanti dal giorno in cui tutto è cambiato. Il giornalismo investigativo — quello che dà fastidio, che segue il denaro, che nomina i potenti — ha bisogno che casi come questo trovino risposta. Non solo per Daphne, ma per chiunque oggi scelga di fare lo stesso mestiere.

Articoli correlati

  • Bangladesh in piazza: le prime grandi proteste contro l'aumento del costo della vita sotto il PM Tarique Rahman
  • Sabotaggio in Germania: terzo dispositivo sospetto trovato vicino a sottostazioni elettriche
  • Yemen: l'offensiva Houthi verso lo Stretto di Bab al-Mandeb e la risposta del governo

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Tags: criminalità organizzata giornalismo investigativo giustizia penale malta

Continue Reading

Previous: Bangladesh in piazza: le prime grandi proteste contro l’aumento del costo della vita sotto il PM Tarique Rahman
Next: Huckabee in Cisgiordania: l’inviato USA visita Turmus Ayya colpita dalla violenza dei coloni

Articoli recenti

  • Huckabee in Cisgiordania: l’inviato USA visita Turmus Ayya colpita dalla violenza dei coloni
  • Maltese Yorgen Fenech assolto: il mistero dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia rimane irrisolto
  • Bangladesh in piazza: le prime grandi proteste contro l’aumento del costo della vita sotto il PM Tarique Rahman
  • Sabotaggio in Germania: terzo dispositivo sospetto trovato vicino a sottostazioni elettriche
  • Yemen: l’offensiva Houthi verso lo Stretto di Bab al-Mandeb e la risposta del governo
  • Redazione
  • Disclaimer
  • Privacy Policy
Copyright © 2026 VelvetNews.it proprietà di Jws Media Srl - Via Cavour 310 - 00184 Roma (RM) - P.Iva 17132921002 Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001