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La NASA scopre un cratere lunare ‘una volta al secolo’: più grande del Colosseo, creato ad aprile-maggio 2024

La NASA ha identificato un cratere lunare di 222 metri, più grande del Colosseo, formatosi ad aprile-maggio 2024. Un evento raro documentato dal Lunar Reconnaissance Orbi
Redazione Velvet 10/10/2026
La NASA scopre un cratere lunare 'una volta al secolo': più grande del Colosseo, creato ad aprile-maggio 2024
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Un cratere largo quanto tre campi di calcio, profondo più di dieci piani di un palazzo, formato nel giro di poche settimane nel 2024 e rimasto invisibile per oltre due anni: la scoperta che la NASA ha annunciato nel settembre 2026 riscrive le nostre aspettative su quanto possa essere violenta e imprevedibile la storia geologica del sistema solare. Il cratere McGetchin, identificato grazie al Lunar Reconnaissance Orbiter, è già considerato il più grande cratere da impatto recente mai documentato nel sistema solare — un primato che solleva domande urgenti sulla nostra capacità di sorvegliare lo spazio vicino alla Terra.

Un cratere lunare NASA che riscrive i record

Il cratere McGetchin misura circa 222 metri di diametro — 728 piedi — e raggiunge una profondità di circa 43 metri (141 piedi). Per dare un’idea concreta: il Colosseo di Roma ha un diametro esterno di circa 188 metri. McGetchin lo supera abbondantemente. Tre campi di calcio affiancati non basterebbero a coprirne la superficie. La profondità equivale a quella di un edificio di dieci o undici piani, scavata in pochi istanti dalla forza bruta di un impatto cosmico.

Secondo i dati raccolti e pubblicati in due studi sulla rivista Science Advances, l’impatto è avvenuto in un intervallo compreso tra l’11 aprile e il 22 maggio 2024. Gli scienziati della NASA hanno potuto circoscrivere questa finestra temporale confrontando le immagini acquisite dal Lunar Reconnaissance Orbiter in due momenti distinti: nella prima sequenza il suolo era intatto, nella seconda il cratere era già lì, enorme e inconfondibile. Non esiste ancora una data esatta, perché nessun sistema di monitoraggio aveva registrato l’evento in tempo reale — un dato che, di per sé, è già una notizia.

L’oggetto che ha causato l’impatto è stimato avere dimensioni comprese tra i tre e i sei piani di un edificio, e potrebbe essere una cometa o un asteroide. La distinzione non è ancora definitiva, ma in entrambi i casi si tratta di un corpo celeste di dimensioni tutt’altro che trascurabili — abbastanza grande da lasciare un segno permanente sulla faccia della Luna.

Quanto spesso accade un evento simile?

La risposta, secondo i ricercatori, è: molto raramente. Gli studi pubblicati su Science Advances stimano che un impatto di questa portata si verifichi una volta ogni 132 anni. Non “una volta al secolo”, come spesso viene semplificato, ma con una frequenza ancora più bassa: un evento del genere è straordinariamente raro anche su scala storica. Per contestualizzare: l’ultima volta che un impatto di dimensioni paragonabili avrebbe potuto lasciare un cratere simile sulla Luna risalirebbe, statisticamente, alla fine dell’Ottocento.

Questo dato rende la scoperta ancora più significativa. Non si tratta di un fenomeno ordinario che semplicemente non avevamo notato: si tratta di un evento eccezionale che è avvenuto sotto i nostri occhi — o meglio, sotto i nostri telescopi — e che è rimasto inosservato per oltre due anni. La domanda che molti scienziati si stanno ponendo è: quanti altri eventi simili potrebbero essere sfuggiti alla nostra rete di sorveglianza?

👉 Leggi anche: Il telescopio Nancy Grace Roman della NASA: il primo strumento spaziale dedicato a una scienziata

Il ruolo del Lunar Reconnaissance Orbiter nella scoperta

Il merito della scoperta va al Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO), la sonda della NASA in orbita attorno alla Luna dal 2009. Il suo compito principale è mappare la superficie lunare con una risoluzione straordinariamente alta, fornendo dati essenziali per le future missioni con equipaggio — incluse quelle del programma Artemis. È grazie a questa missione di mappatura sistematica che il cratere McGetchin è stato individuato: non in tempo reale, ma attraverso il confronto metodico di immagini acquisite in momenti diversi.

Questo approccio — definire la finestra temporale di formazione di un cratere confrontando fotografie “prima” e “dopo” — è una tecnica consolidata nella geologia planetaria. Tuttavia, richiede che le immagini vengano acquisite con sufficiente regolarità e che qualcuno le analizzi in modo sistematico. Il fatto che McGetchin sia rimasto non rilevato per oltre due anni suggerisce che, nonostante gli strumenti a disposizione, la sorveglianza della superficie lunare non è ancora capillare quanto potrebbe essere.

I ricercatori coinvolti nello studio, secondo NBC News, hanno sottolineato come questa scoperta dimostri l’importanza di continuare a investire in missioni di osservazione planetaria. Il LRO è operativo da quasi vent’anni, ma la sua capacità di sorprendere la comunità scientifica rimane intatta.

Perché la Luna è un archivio unico degli impatti cosmici

A differenza della Terra, la Luna non ha atmosfera, né erosione causata dal vento o dall’acqua, né attività tettonica. Ogni cratere che si forma sulla sua superficie rimane pressoché inalterato per milioni — o miliardi — di anni. Questo la rende un archivio geologico straordinario: leggendo i crateri lunari, i planetologi possono ricostruire la storia degli impatti nell’intero sistema solare interno.

Il cratere McGetchin si aggiunge a questa biblioteca cosmica come il documento più recente, e il più grande tra quelli formati in epoca moderna. La sua presenza ci ricorda che il sistema solare non è un luogo statico: oggetti di dimensioni considerevoli continuano a viaggiare in traiettorie che possono intersecare quelle di pianeti e satelliti. La Luna, in questo senso, funziona anche come uno scudo naturale per la Terra — intercettando impatti che, in altri scenari, potrebbero raggiungere il nostro pianeta.

Implicazioni per la sorveglianza dello spazio e le missioni future

La scoperta del cratere McGetchin arriva in un momento cruciale per l’esplorazione lunare. Il programma Artemis della NASA punta a riportare astronauti sulla Luna, e la scelta dei siti di atterraggio dipende in larga misura dalle mappe prodotte dal Lunar Reconnaissance Orbiter. Sapere che un cratere di oltre 200 metri può formarsi in poche settimane — e rimanere inosservato per anni — ha implicazioni dirette per la pianificazione delle missioni con equipaggio.

👉 Leggi anche: Scoperta archeologica in Sicilia: relitto romano di 2.100 anni

Sul fronte della difesa planetaria, la scoperta alimenta il dibattito su quanto siano adeguati i sistemi attuali di rilevamento degli oggetti near-Earth. Se un corpo celeste delle dimensioni di tre-sei piani di edificio ha colpito la Luna nel 2024 senza essere stato tracciato in anticipo, è lecito chiedersi quanti oggetti di dimensioni simili stiano percorrendo orbite che potrebbero portarli vicino alla Terra senza che noi ne siamo a conoscenza.

Le agenzie spaziali di tutto il mondo, inclusa l’ESA europea, hanno intensificato negli ultimi anni i programmi dedicati alla planetary defense — la difesa planetaria. La missione DART della NASA, che nel 2022 ha testato con successo la deviazione di un asteroide, è uno degli esempi più noti. Ma la scoperta di McGetchin suggerisce che il monitoraggio sistematico degli oggetti in avvicinamento deve procedere di pari passo con la capacità di risposta.

Domande frequenti sul cratere McGetchin

Dove si trova il cratere McGetchin sulla Luna?

Le fonti verificate non specificano le coordinate esatte del cratere McGetchin sulla superficie lunare, ma la sua individuazione è avvenuta attraverso le immagini ad alta risoluzione del Lunar Reconnaissance Orbiter.

Cosa significa che è il più grande cratere recente del sistema solare?

Significa che, tra tutti i crateri da impatto formati in epoca moderna di cui abbiamo documentazione, McGetchin è quello con il diametro maggiore: 222 metri. Non esistono, nelle banche dati planetarie attuali, crateri recenti di dimensioni superiori con una datazione verificata.

L’impatto poteva colpire la Terra?

Le fonti verificate non contengono dati sull’orbita originale dell’oggetto impattante. Non è possibile affermare, sulla base delle informazioni disponibili, se la traiettoria avrebbe potuto portarlo verso la Terra in scenari alternativi.

Il cratere McGetchin è, in fondo, una lettera arrivata in ritardo: scritta nell’aprile-maggio del 2024, consegnata al mondo scientifico nell’autunno del 2026. Il suo contenuto è inequivocabile — il sistema solare è ancora un posto in cui accadono cose grandi, improvvise e silenziose — e il messaggio che porta con sé è che guardare il cielo, con strumenti sempre più precisi e con maggiore continuità, non è un lusso ma una necessità.

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Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Tags: Impatti cosmici Luna nasa Ricerca spaziale

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