Skip to content
Velvet News

Velvet News

Tutto su attualità, cronaca, politica, cultura e hi-tech!

  • Cultura e Spettacolo
  • Cronaca
  • Politica
  • Mondo
  • Interviste
  • Home
  • 2026
  • Ottobre
  • 30
  • Serbia, la rivolta degli studenti travolge Vučić dopo dodici anni di governo
  • Politica

Serbia, la rivolta degli studenti travolge Vučić dopo dodici anni di governo

Il 25 ottobre 2026 le elezioni Serbia 2026 hanno segnato la fine del dominio di Vučić. Un movimento studentesco conquista 141 seggi e rovescia 14 anni di potere.
Redazione Velvet 30/10/2026
Serbia: il movimento studentesco abbatte Vučić dopo 12 anni di potere

Il 25 ottobre 2026 le elezioni Serbia 2026 hanno segnato la fine del dominio di Vučić. Un movimento studentesco conquista 141 seggi e rovescia 14 anni di potere.

Segui Velvet News su
Aggiungi ai preferitiGoogle News
Segui Velvet News su Google Discover:
  1. apri l'app Google e vai al feed Discover
  2. cerca Velvet News o apri un nostro articolo
  3. tocca il pulsante Segui accanto al nostro nome

Il 25 ottobre 2026 la Serbia ha vissuto una di quelle sere che entrano nei libri di storia: alle urne delle elezioni Serbia 2026, un movimento guidato da studenti ha sconfitto uno degli uomini politici più longevi e tenaci d’Europa, Aleksandar Vučić, ponendo fine a un dominio che durava da oltre un decennio. Il giorno seguente, il 26 ottobre, Vučić ha riconosciuto la sconfitta — un gesto inedito per chi aveva costruito un sistema di potere apparentemente impermeabile a qualsiasi opposizione.

Una vittoria che nessun sondaggio aveva davvero previsto

I numeri parlano da soli: la Lista Studentesca ha conquistato 141 dei 250 seggi parlamentari, mentre il Srpska napredna stranka — il Partito Progressista Serbo di Vučić — si è fermato a 104 seggi. Una maggioranza netta, non un semplice sorpasso. Il risultato ha stupito anche gli osservatori più ottimisti, perché nessuna forza d’opposizione tradizionale era mai riuscita ad avvicinarsi a questi numeri negli ultimi anni.

A rendere il dato ancora più significativo è il contesto della partecipazione: l’affluenza alle urne ha raggiunto il livello più alto in oltre trent’anni. Un segnale inequivocabile che questa non era una normale tornata elettorale. I serbi — e in particolare le generazioni più giovani — sono usciti di casa in massa, convinti che questa volta il voto potesse davvero cambiare qualcosa. E così è stato.

Quattordici anni di potere: come Vučić aveva resistito a tutto

Aleksandar Vučić ha dominato la scena politica serba per 14 anni, prima come Primo Ministro e poi come Presidente della Repubblica. In questo arco di tempo ha saputo neutralizzare ogni sfidante: l’opposizione tradizionale era frammentata, i media indipendenti progressivamente marginalizzati, e la macchina del consenso ben oliata attraverso una combinazione di nazionalismo, promesse di integrazione europea e controllo delle risorse statali.

Vučić era considerato un maestro della sopravvivenza politica. Aveva attraversato crisi economiche, tensioni con il Kosovo, pressioni internazionali e ondate di protesta, uscendone sempre rafforzato o almeno intatto. La sua capacità di ridefinire la narrativa pubblica, di cooptare avversari e di gestire il rapporto con Bruxelles e Mosca in modo ambiguo ma funzionale lo aveva reso un interlocutore scomodo ma inamovibile. Fino al 25 ottobre 2026.

→ Leggi anche: India 2026: la rivolta Gen-Z contro lo scandalo degli esami scuote il governo Modi

Il crollo del tetto di Novi Sad: la scintilla che ha cambiato tutto

Per capire come sia stato possibile rovesciare un sistema così consolidato, bisogna tornare al 2024, quando il crollo del tetto della stazione ferroviaria di Novi Sad, nel nord della Serbia, uccise 16 persone. Quella tragedia non fu vissuta come una semplice disgrazia: per migliaia di cittadini divenne il simbolo di anni di mala gestione, opacità nelle commesse pubbliche e impunità dei potenti.

Gli studenti scesero in piazza quasi immediatamente. Ma a differenza di tante proteste che si esauriscono nel giro di qualche settimana, questo movimento non si spense: per quasi due anni ha tenuto viva la pressione sulle istituzioni, con manifestazioni, assemblee popolari, sit-in e una capacità organizzativa che ha sorpreso anche i veterani della società civile serba. Era qualcosa di nuovo, orizzontale, difficile da decapitare perché privo di una testa sola.

La Lista Studentesca: un esperimento politico senza precedenti

Quando il movimento ha deciso di trasformarsi in forza elettorale, ha fatto una scelta radicale: nessun leader unico, nessun volto carismatico da promuovere sui manifesti. I candidati della Lista Studentesca non sono, nella maggior parte dei casi, studenti universitari in senso stretto: si tratta di cittadini alla prima esperienza politica, selezionati attraverso assemblee popolari organizzate dal basso. Un meccanismo partecipativo che ha conferito legittimità democratica diretta al processo di candidatura, bypassando le logiche di cooptazione dei partiti tradizionali.

Questa struttura orizzontale è stata al tempo stesso la forza e la sfida del movimento. Forza, perché ha reso impossibile per Vučić identificare un avversario da attaccare o da screditare personalmente — tattica che aveva usato con successo contro tutti i precedenti oppositori. Sfida, perché governare un paese con 141 parlamentari senza un’esperienza politica condivisa e senza una leadership riconosciuta è un compito di straordinaria complessità.

Il fatto che la Lista abbia comunque ottenuto una maggioranza assoluta dei seggi dimostra quanto profondo fosse il desiderio di cambiamento nella società serba. Gli elettori non hanno votato per qualcuno di conosciuto: hanno votato contro un sistema e per l’idea che qualcosa di diverso fosse possibile. È una scommessa coraggiosa, e il mondo guarda con attenzione a come verrà onorata.

Le elezioni Serbia 2026 nel contesto europeo e geopolitico

Le elezioni Serbia 2026 non sono un fatto isolato: si inseriscono in un momento di grande turbolenza politica nei Balcani e in Europa centrale, dove la tenuta delle democrazie liberali è messa alla prova da anni di populismo, corruzione percepita e sfiducia nelle istituzioni. La vittoria della Lista Studentesca arriva come un segnale inatteso in senso opposto: non un ulteriore scivolamento verso l’autoritarismo, ma una riappropriazione dal basso degli strumenti democratici.

→ Leggi anche: Croazia: decine di migliaia protestano per lo scandalo dei rifiuti tossici, governo promette piano in 20 giorni

Per l’Unione Europea, il risultato è potenzialmente positivo ma non privo di incognite. Vučić era un interlocutore controverso, accusato di derive autoritarie, ma anche un negoziatore esperto nel dialogo con Bruxelles e nel dossier Kosovo. I nuovi governanti serbi dovranno dimostrare di saper gestire rapporti diplomatici complessi — con l’UE, con Mosca, con Belgrado — senza l’esperienza che solo anni di governo possono dare.

Sul fronte interno, la sfida è altrettanto ardua. La Serbia ha bisogno di riforme strutturali nel sistema giudiziario, nei media, nella pubblica amministrazione. La Lista Studentesca ha costruito il suo consenso sulla promessa di trasparenza e responsabilità: mantenerla, una volta al potere, sarà il vero banco di prova.

Cosa succede adesso: le sfide del governo che verrà

Con 141 seggi su 250, la Lista Studentesca ha i numeri per governare, ma la strada è tutt’altro che piana. Formare un governo di persone prive di esperienza amministrativa richiederà una transizione attenta, probabilmente con il coinvolgimento di tecnici e professionisti esterni alla politica. La questione della leadership rimane aperta: chi parlerà a nome del governo nelle sedi internazionali? Chi gestirà le crisi che inevitabilmente si presenteranno?

Il movimento ha dimostrato una straordinaria capacità di mobilitazione e di resistenza nel corso di quasi due anni di proteste. Ha saputo trasformare il dolore collettivo per le 16 vittime di Novi Sad in energia politica costruttiva. Ha convinto milioni di serbi a recarsi alle urne in numero che non si vedeva da tre decenni. Ora deve dimostrare di saper fare la cosa più difficile: governare.

Per approfondire la dinamica del movimento studentesco e il contesto delle elezioni, The Conversation ha pubblicato un’analisi dettagliata di come gli studenti abbiano effettivamente cambiato il sistema.

Quel che è accaduto il 25 ottobre 2026 a Belgrado è già, a prescindere da ciò che verrà, un fatto storico: per la prima volta in Europa, un movimento nato da un’assemblea studentesca ha scalzato dal potere un governo consolidato attraverso le urne, con una partecipazione democratica record. È la prova che i sistemi politici, anche quelli che sembrano inamovibili, restano vulnerabili alla volontà collettiva — e che quella volontà, quando si organizza con pazienza e determinazione, può davvero cambiare le cose.

Articoli correlati

  • Elezioni midterm Usa, i democratici in vantaggio a sei giorni dal voto
  • Midterm USA: il voto del 3 novembre e la sfida su Israele
  • Romania, ancora in carcere il politico di estrema destra Călin Georgescu

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

Tags: elezioni serbia movimento studentesco politica balcani transizione democratica

Continue Reading

Previous: Elezioni midterm Usa, i democratici in vantaggio a sei giorni dal voto

Articoli recenti

  • Serbia, la rivolta degli studenti travolge Vučić dopo dodici anni di governo
  • Elezioni midterm Usa, i democratici in vantaggio a sei giorni dal voto
  • Midterm USA: il voto del 3 novembre e la sfida su Israele
  • Romania, ancora in carcere il politico di estrema destra Călin Georgescu
  • Francia in piazza contro il caro vita: oltre 550mila manifestanti, tensioni a Parigi
  • Redazione
  • Disclaimer
  • Privacy Policy
Condividi
Condividi
  • Advertising
  • Privacy
  • Termini
  • Redazione
  • Disclaimer
  • Privacy Policy
Copyright © 2026 VelvetNews.it proprietà di Jws Media Srl - Via Cavour 310 - 00184 Roma (RM) - P.Iva 17132921002 Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001
In qualità di Affiliato Amazon ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Alcuni contenuti presenti in questo sito provengono da Amazon; sono forniti “così come sono” e possono essere modificati o rimossi in qualsiasi momento.