Trump e Putin: un amore che ha vinto mille tempeste

La storia dei legami tra il presidente russo e il candidato repubblicano Trump è molto lunga e rischia di influenzare la scelta degli americani alle presidenziali che si terranno a Novembre.

Era iniziata così: il governo russo aveva invitato Carter Page, uno dei consulenti di Donald Trump per la politica estera, a parlare agli studenti appena laureati di un’università di Economia di Mosca. Page aveva parlato della politica americana nei termini di una: « frequente e ipocrita attenzione sulla democratizzazione, sull’ineguaglianza, sulla corruzione e sul “regime change”». Poi c’era stato l’episodio controverso dello scorso novembre, in cui Trump si era vantato di avere buoni rapporti con Putin, ricordando quella volta in cui erano apparsi nello stesso programma televisivo: “L’ho conosciuto bene perché eravamo entrambi a ’60 Minutes’, siamo della stessa scuderia. Siamo stati bene quella sera”. In realtà poi gli autori del programma avevano spiegato che i due frammenti erano stati girati differentemente negli Stati Uniti e in Russia e che dunque i due non si erano mai incontrati. Putin, però, non si era tirato indietro, definendo Trump “il leader assoluto della campagna presidenziale”.

Da quel momento è calata con l’orchestra con tanto di archi e violini: “Ho sempre pensato che la Russia e gli Stati Uniti dovrebbero riuscire a lavorare bene insieme per sconfiggere il terrorismo e portare la pace nel mondo, per non parlare del commercio e di tutti gli altri benefici derivanti dal rispetto reciproco”, aveva detto Trump. “È sempre un grande onore ricevere complimenti da un uomo così rispettato, nel suo paese e oltre”. “È un uomo senza dubbio di grande talento. Non sta a noi giudicare i suoi meriti ma agli elettori statunitensi. Sostiene di voler far balzare a un altro livello le relazioni con la Russia. Come potremmo non vedere favorevolmente questa prospettiva?”, aveva chiosato Putin.

Poi ci si sono messi anche gli oppositori di Putin, come il campione di scacchi Garri Kasparov e la performer delle Pussy Riot Nadya Tolokonnikova, che si erano detti per niente sorpresi, definendo Trump il “Putin americano”. Poi qualcosa nell’idillio si era rotto, erano iniziate le dichiarazioni di Putin che rinnegava qualsiasi tipo di legame; e di seguito, Donald, amante offeso, aveva seguito il suo esempio. Oggi il dibattito torna alla ribalta con le dichiarazioni della Clinton che accusa il premier russo di sostenere la campagna del suo avversario. ‘Che sia tornato il sereno tra loro? Per avere una risposta bisognerà attendere le presidenziali di novembre, in cui, in caso di vittoria del candidato Trump si potrà finalmente scoprire se questo matrimonio s’ha o non s’ha da fare.

 

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Photo Credits. Twitter

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