Kenya, rapita una volontaria italiana di 23 anni. L’ombra dei terroristi jihadisti

Ore 16:53 –  “Non ci sono parole per commentare quello che sta accadendo. Silvia, siamo tutti con te. Africa Milele Onlus“. Questa la scritta che appare sulla homepage del sito della onlus di Fano con cui è impegnata Silvia Romano. La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di indaginesi ipotizza il reato di sequestro di persona per finalità di terrorismo. In base a quanto si apprende i carabinieri del Ros sono già in contatto con le autorità keniote. A piazzale Clodio si attende una prima informativa sulla vicenda. L’unità di Crisi della Farnesina si è immediatamente attivata e lavora in stretto contatto con l’ambasciata d’Italia a Nairobi e con la famiglia della cooperante. 

AGGIORNAMENTO ORE 12:25 – “Si sopravvive di ciò che si riceve ma si vive di ciò che si dona” scrive così sul suo profilo Facebook Silvia Romano, la volontaria milanese rapita in Kenya da una banda armata. La 23enne ha una formazione come istruttrice di ginnastica, e lavora per una palestra milanese. Il suo ultimo post è del 17 novembre e la ritrae sorridente, alle spalle di una capanna di legno in un villaggio, mentre veste degli abiti tipici africani, mentre in altre sale su un albero di cocco o ride con i bambini. “Amo piangere commuovendomi per emozioni forti, sia belle sia brutte – scrive – ma soprattutto amo reagire alle avversità. Amo stringere i denti ed essere una testa più dura della durezza della vita”.

 

Una volontaria italiana di 23 anni, di Milano, è stata rapita in Kenya, a Chakama, nella contea di Kilifi, 80 chilometri da Malindi, da un gruppo di uomini armati. Le autorità ritengono si tratti di un gruppo di Al-Shabaab, i terroristi jihadisti islamici che vengono dalla Somalia. Il rapimento è avvenuto durante un attacco armato ieri sera, 20 novembre, alle 20 ora locale. Lo riferisce il sito dell’Ansa dopo che il capo della polizia keniota Joseph Boinnet aveva dato la notizia via Twitter. La giovane, lavora come volontaria per l’organizzazione Africa Milele Onlus, con sede a Fano, nelle Marche.

“PRELEVATA IN UNA ZONA POVERA”

All’Ansa il presidente della onlus marchigiana Africa Milele, Lilian Sora, per cui lavora la cooperante, ha confermato che la volontaria rapita è milanese, precisando però che non può rendere nota l’identità della giovane. Tuttavia il Corriere.it fa il nome: si tratterebbe di Silvia Costanza Romano (la fotografia che pubblichiamo in alto è tratta dall’account Twitter di Citizen TV Kenya). “Il rapimento della volontaria italiana 23enne è avvenuto in una parte del Kenya dove non ci sono centri commerciali – ha spiegato Lilian Sora -, al massimo un negozietto dove si vendono fagioli e dove soprattutto non succede mai niente del genere”.

“SONO ANDATI A COLPO SICURO PER RAPIRLA”

“A quanto ci hanno raccontato le persone che abitano nel villaggio – ha aggiunto – sono arrivati quattro-cinque individui armati che hanno lanciato un petardo, facendo sollevare la sabbia e hanno sparato più volte. Poi sono andati, a colpo sicuro, nella casa dove era la nostra volontaria, probabilmente perché lì sapevano che c’era una italiana, anche se non so spiegarmi il motivo di quello che è successo. In quel momento era da sola, perché altri erano partiti e altri ancora arriveranno nei prossimi giorni”.

ESTREMISTI ISLAMICI SOSPETTATI

Nell’attacco, compiuto da uomini armati di fucili AK47, di cui non è ancora del tutto chiaro il motivo né chi ne sia responsabile, sono rimaste ferite cinque persone: tre sono ragazzini di 10, 12 e 16 anni. Il più grave è il più giovane, colpito all’occhio sinistro. Nella zona si sono verificati altre volte rapimenti di stranieri da parte di fondamentalisti islamici con base in Somalia. È, come detto, sul gruppo somalo di Al-Shabaab che si addensano i sospetti della polizia, più che su gruppi di semplici criminali comuni.

Photo credits: Twitter

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