Roger Waters, non solo una rockstar. Ecco come ha salvato due bambini rapiti dall’Isis

“Bring The Boys Back Home” cantano i Pink Floyd dal 1979, l’anno di pubblicazione dello storico album The Wall. E ora Roger Waters, 75 anni, carismatico leader della celeberrima rock bank inglese, ha dato seguito nei fatti al titolo di quella canzone. Due bambini caraibici di Trinidad & Tobago, Ayyub di 7 anni, e Mahmud di 11, finiti in mano all’Isis nella Siria travolta dalla guerra, sono stati riportati a casa. Sul jet privato di Waters, a spese della rockstar che ha li ha riuniti alla madre.

Felicia Perkins-Ferreira li aveva perduti, letteralmente, nel 2014, cinque anni fa. Suo marito, e padre dei bambini, Abebe Oboi Ferreira, divenuto un fanatico dell’Isis, li aveva rapiti e portati con sé in Siria per andare a combattere la Jihad e rifarsi una vita nel cosiddetto Califfato.

I bambini sono cresciuti lontani da casa, secondo le regole di Daesh. E, dopo la morte del padre in guerra, nel 2017, sono stati abbandonati sul ciglio di una strada dalla nuova donna dell’uomo, proveniente dal Belgio. Soldati delle Forze democratiche siriane (Sdf) li hanno presi con sé, facendoli vivere in un campo di prigionia nel nord del Paese.

È qui che entra in scena, come riporta Planetrock.com, l’avvocato Clive Stafford-Smith, specializzato nella difesa dei diritti umani e amico di Roger Waters. Il legale, secondo quanto egli ha dichiarato alla Agence France Presse (AFP), ha rintracciato dopo una non facile ricerca la madre dei bambini. E ha contattato Roger Waters che si è detto disponibile a seguire la vicenda per dare una mano.

Come è noto, la sensibilità di Waters, in quanto uomo e come artista, per il tema della guerra, è spiccata. Non ne ha parlato soltanto nelle sue canzoni. Egli stesso è un orfano di guerra e a lungo ha cercato la tomba del padreEric Fletcher Waters morì in combattimento contro i nazifascisti in Italia, il 18 febbraio 1944, nelle campagne romane di Aprilia dopo lo sbarco delle forze alleate ad Anzio, che ha conferito al figlio Roger la cittadinanza onoraria. 

Così due giorni fa, il 22 gennaio, l’aereo personale della rockstar ha preso il volo, diretto in Iraq, nell’area più vicina possibile alla zona siriana in cui si trovavano i figli di Felicia Perkins-Ferreira. Con Roger Waters ha volato anche la donna. Il viaggio terrestre fino al campo da dove i bambini sono stati portati via è stato molto pesante e complesso. Waters non vi ha partecipato ma lo ha raccontato all’emittente britannica Channel 4: “Dopo che Clive (Stafford Smith, ndr.) e gli altri hanno attraversato il fiume Tigri per raggiungere il campo e prelevare i ragazzi, ci sono volute lunghissime ore, molto più di quanto potessi immaginare, per farli tornare indietro, superando molti check point della polizia. Quando però ho saputo che erano in viaggio sono stato completamente sopraffatto dall’emozione e mi sono offerto un bicchiere di vino bianco…Li ho aspettati. Sono tornati verso mezzanotte e vedere quei due bellissimi bambini insieme alla madre Felicia è stato profondamente commovente“.

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