Terrore in Belgio: giovane uscito di galera uccide 3 persone. Ma si scopre un altro omicidio

Avrebbe assassinato un’altra persona la notte prima di compiere l’atto terroristico con cui ha ucciso a Liegi, in Belgio, due poliziotte e un passante, martedì 29 maggio. Il killer, non schedato tra i sospetti radicalizzati, è stato ucciso. Queste le ultime risultanze delle indagini su quello che le autorità belghe definiscono un attentato vero e proprio.

Le vittime sono due donne poliziotto e madri, e un giovane diplomando. Le due agenti avevano 53 e 45 anni, una madre di due gemelle di 13 anni già orfane di padre, e l’altra di un ragazzo di 25 anni. La terza vittima è uno studente di 22 anni della Haute Ecole di Liegi, che si sarebbe dovuto diplomare tra qualche settimana per diventare insegnante. B. H., il giovane attentatore di 31 anni, ha anche sequestrato una donna. Almeno altre due persone sono rimaste ferite. Secondo fonti di polizia, il killer avrebbe anche gridato “Allah Akbar” (“Allah è grande”).

Il procuratore di Liegi, Philippe Dulieu, ha poi confermato che l’assalitore ha aggredito alle spalle le due poliziotte prima con un coltello, poi si è impossessato delle loro armi da fuoco e le ha uccise. Altri agenti sono stati feriti in un secondo momento e un passante in auto, lo studente 22enne, è stato ucciso.

Il killer è stato a sua volta freddato dalla polizia. L’autore della sparatoria sarebbe uscito dalla vicina prigione di Lantin soltanto il giorno prima, lunedì scorso 28 maggio. Ed è in seguito a un controllo dei documenti che la situazione sarebbe precipitata. Dopo aver ucciso le agenti, l’uomo si è poi diretto verso la scuola vicina, Leonie de Waha, entrando nel perimetro e prendendo in ostaggio una donna delle pulizie che lavora lì e che si trovava all’ingresso dell’edificio. Il killer armato è stato quindi neutralizzato dalla polizia e due agenti sono rimasti feriti durante l’intervento. La donna, invece, ne è uscita incolume.

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